Coppia intossicata da funghi velenosi. Lei è morta, lui è in Rianimazione al San Martino

È successo in una baita ad Albora, frazione di Propata, vicino lago del Brugneto. Lui stamattina, poco prima delle 6:00, si è svegliato e ha trovato la compagna, che aveva una quarantina d’anni, già morta. L’uomo, di qualche anno più giovane, è stato portato d’urgenza in ospedale per un’epatite fulminante

All’origine della tragedia ci sarebbero i funghi raccolti dall’uomo mercoledì scorso e che lei aveva consumati insieme a lui. L’uomo avrebbe detto di averli scambiati per colombine, ma erano amanita phalloides.

Ieri sera la coppia è stata male: vomito, mal di pancia. I due hanno pensato a una gastrite virale. Sono andati a letto e quando, al mattino, lui si è svegliato ha trovato nel letto la compagna già deceduta.
Ha chiamato i soccorsi, che non hanno potuto che constatare la morte della donna. Il 118 ha inviato l’automedica Golf 3 e l’ambulanza della Croce Rossa di Torriglia. L’uomo è stato trasportato d’urgenza al San Martino con un’epatite fulminante ed è attualmente ricoverato in rianimazione. È stato attivato anche il supporto psicologico.
Su quanto è accaduto indagano i Carabinieri.
L’amanita phalloides, detta anche tignosa verdognola, è un fungo mortale molto diffuso: a causa della sua tossicità estremamente elevata e del suo elevato polimorfismo, che lo rende somigliante a molte altre specie, congeneri e non (da qui i nomi popolari di Angelo della morte e di Ovolo bastardo), lo rende uno dei funghi più pericolosi esistenti in natura, il cui avvelenamento non trattato ha quasi sempre esito letale in quanto provoca danni irreversibili al fegato. Nel caso in cui si sopravviva ai suoi effetti, nella migliore delle ipotesi, si è costretti a ricorrere all’emodialisi a vita o al trapianto di fegato. La sua estrema tossicità è dovuta ad una sostanza chiamata “α-amanitina” che impedisce la formazione dell’RNA-messaggero da parte della polimerasi-II in umani e, in concentrazione maggiore, blocca anche la funzione della polimerasi-III.
È una delle quattro amanite mortali presenti in Italia. Le altre sono la verna, la virosa e la porrinensis, quest’ultima molto rara.


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